Cosa chiedere alla web agency che realizzerà il nuovo sito aziendale?

Dopo aver letto questo e mille altri blog ed aver compreso che il web può portarti nuovi clienti, finalmente hai deciso di proporre la realizzazione del nuovo sito web aziendale.

Del resto, a guardarlo, si vede subito che l’attuale ha i suoi anni: basta fare un confronto con gli altri siti che si vedono in giro e subito ci si accorge che c’è qualcosa che non è al passo con i tempi. E’ come per la moda anni ’80 e le spalline: anche se ben vestito, si vede subito che non è più attuale.

E poi, i concorrenti hanno già innovato, non vorrai restare dietro? Il nuovo sito, anzi, deve essere l’occasione per superarli di nuovo anche su questo punto.

Ma ora che la decisione è stata presa, cosa devi chiedere alle web agency interpellate? Cosa vuoi che ci sia nel preventivo per essere certo di fare un buon lavoro? Ecco un’utile check list per orientarsi.

  1. Per cominciare, pretendi un CMS (Content Management System); l’alternativa sarebbe un sito statico ma non avrebbe senso;
  2. piuttosto, è importante conoscere le caratteristiche del CMS proposto perché potrebbero essere inadeguati alle tue esigenze oppure obsoleti;
  3. indipendentemente dal CMS scelto, che abbia strumenti di gestione veramente semplici: chiedi una demo per esserne certo;
  4. ovviamente, quanto sopra esclude Flash.
  5. Deve essere possibile gestire il posizionamento nei motori di ricerca; i CMS al passo con i tempi hanno sezioni dedicate alla gestione dei contenuti che i motori di ricerca leggono per posizionare il sito: non puoi farne a meno;
  6. che ci siano anche le call-to-action (form da compilare per ottenere i dati degli utenti e, successivamente, richiamarli per offrire loro i servizi dell’azienda); così come il CMS ti consentirà nel tempo di aggiungere nuove pagine al sito, allo stesso modo dovrai arricchire quelle pagine di form di contatto;
  7. dedica il sito ai tuoi clienti; sono loro che devono riconoscersi, non i tuoi colleghi; e per favore, non lasciare che l’offerta della tua azienda sia descritta sotto la sezione “servizi” perchè è troppo generica; pensa piuttosto a come vi leggono i clienti (noi, per esempio, utilizziamo la matrice clienti/contenuti);
  8. attento alla barra di navigazione: non si tratta solo di navigare i contenuti ma di organizzarli, di dare una visione d’insieme agli utenti, di decidere le priorità;
  9. utilizza Google Maps per i contatti, è facile ed utile perché contiene un paio di funzioni utilissime per chi viene a trovarvi: calcola percorso e street view!
  10. Si ai sistemi di sharing (Share This, Facebook, Twitter): portano traffico ma soprattutto rendono semplice la condivisione delle pagine del tuo sito;
  11. l’iscrizione alla newsletter è molto importante, anche se non utilizzerete in azienda uno strumento professionale per l’invio periodico; (naturalmente, se l’email marketing non è in programma, ignora questo punto);
  12. inutile chiedere che sia bello, chiedi piuttosto che il sito vada online solo quando ti piacerà il design; in questo modo, metti subito al sicuro l’obiettivo di un sito che piaccia alla direzione e a te stesso;
  13. diffida dei template: chi lavora con i template è un semplice assemblatore di vestiti altrui: come potranno mai starti bene? Richiedi piuttosto una grafica personalizzata (qui il nostro modo di vedere il web design http://www.meetweb.it/site/video/design/)
  14. che il design sia allineato agli standard mondiali del W3C: in tal modo, sei sicuro di essere visibile su tutti i browser (Google Crome, Firefox, Safari, Microsoft Explorer ecc);
  15. richiedi di essere visibile sul mobile: senza arrivare al design reattivo, che il nuovo sito sia almeno visibile sul mobile: non esserlo oggi è veramente un autogol;
  16. ripudia Flash: non saresti visibile ai motori di ricerca, non saresti affatto visibile sui dispositivi mobili; inoltre, tutti gli effetti di movimento e dinamismo che vuoi possono essere realizzati con altre tecnologie che non hanno gli stessi limiti.
  17. Fai scrivere i contenuti alla web agency, li scriverà certamente meglio di te perché conosce il seo e le tecniche di scrittura per il web;
  18. e fai caricare i contenuti all’agenzia; per le modifiche future potrai utilizzare il CMS, ma allo start, meglio delegare tutto per un progetto chiavi in mano;
  19. resisti alla sindrome di Leroy Merlin (vedi sotto): la sparata di tutti i social network del momento sulla homepage del nuovo sito aziendale non è una cosa molto intelligente se poi non c’è una vera strategia social … e quando sarà stata delineata la strategia, aggiungere i link in home sarà veramente banale;
  20. in ogni caso, chiedi che sia possibile visualizzare i dati di traffico e di provenienza, preferibilmente attraverso Google Analytics che, tra gli strumenti gratuiti, è certamente il migliore;
  21. al termine del progetto, è bene che la web agency eroghi la necessaria formazione all’uso del CMS installato, per essere sempre in grado di aggiungere una pagina o rimuovere un contenuto in autonomia.
  22. La tecnologia deve essere standard e aperta, così da poter effettuare integrazioni future con sistemi gestionali, altri web servicies ecc., senza rischiare di compromettere l’investimento;
  23. il server deve essere pensato per il traffico ed i carichi di lavoro attesi;
  24. inoltre, devi essere certo di poter scalare sia in termini dimensionali (che succede se faccio più traffico?) che in termini funzionali (che succede se voglio aggiungere l’e-commerce?)
  25. richiedi un’assistenza che ti assicuri tranquillità e pronto intervento: la tua azienda si occupa di altro, devi avere la garanzia che per risolvere un problema al sito sarà sufficiente un colpo di telefono e al resto penserà la tua web agency;
  26. e che il numero da chiamare non sia un cellulare: è sempre un brutto segno, probabilmente molto spesso non risponderà nessuno; meglio un fisso, una struttura, qualcuno che possa sempre risponderti per girare l’informazione urgente a chi di dovere;
  27. le referenze, non necessariamente del vostro settore, possono essere utili per comprendere se la web agency lavora bene, sia per le realizzazioni firmate che per i clienti grandi e importanti che si sono già fidati;
  28. chiedi informazioni sul team che lavorerà al progetto: il web master che realizza tutto da solo (sw, grafica, copy, seo, web analytics) non esiste più (se mai è esistito); il tuo progetto ha bisogno di professionisti specializzati in quello che fanno;
  29. i tempi di esecuzione sono garantiti da metodi di lavoro collaudati: chiedi informazioni anche su questo: più la risposta è improvvisata, più improvvisazione potrai aspettarti dal lavoro … e non è un bene!
  30. … … …

E’ una check list facile, si risolve in una chiacchierata con la web agency. E’ una check list ampia, che comprende quasi tutto quello che oggi è richiesto per un lavoro di qualità. Probabilmente è una check list incompleta, certamente avrò dimenticato qualcosa … in tal caso, non esitare a segnalarmelo :-)

Nota sulla sindrome di Leroy Merlin

Sei mai stato da Leroy Merlin, reparto colori? Ce ne sono moltissimi, dove per moltissimi intendo migliaia di possibili tinte declinate su almeno 40 tecniche diverse!!! Ebbene, ogni volta che ci vado con mia moglie, torno a casa con nuovi colori da applicare alle pareti. Ma non perché ce ne fosse bisogno, solo perché affascinati da tutte quelle possibili combinazioni.

Ebbene, questo modo di procedere può andar bene per casa mia ma non per le tue scelte aziendali. Aprire d’impulso decine di account sui social network del momento, come se si trattasse di scegliere un colore, solo per il fatto che quel social network esiste, non è una brillante strategia di marketing.

Un account aziendale su un social network ha 2 sole possibilità: o risponde ad una scelta strategica precisa, da sostenere con investimenti adeguati; oppure espone il marchio e l’azienda ad una ben magra figura.

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2 Commenti • lascia un commento

  1. mmm parlate di validazione w3c quando nemmeno il vostro sito li rispetta ? mah…

  2. :-)
    per la verità, suggeriamo che il “design sia allineato agli standard mondiali del W3C: in tal modo, sei sicuro di essere visibile su tutti i browser” che è una cosa ben diversa dalla “validazione”.

    L’attenzione, nella maggior parte dei casi, è alla comunicazione verso i clienti finali.
    Non sempre la validazione, con le sue restrizioni, aggiunge efficacia nella comunicazione agli stessi.

    Ma il tuo suggerimento è un’utile spunto … del resto la lista era incompleta.
    Lo formulerei così: SE ne ricavate un vantaggio, allora chiedete che il sito sia validato.

    E a questo punto aggiungerei: SE siete una pubblica amministrazione, allora chiedete il rispetto della legge Stanca sull’Accessibilità.

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