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Quanto costa realizzare un social network – aggiornato al 2016

Un po’ di tempo fa cercato di rispondere alla domanda: “Quanto costa sviluppare un social network?” Alcune considerazioni sono ancora valide ma altre vanno aggiornate per tener conto del tempo trascorso, della trasformazione del panorama start-up italiano (che non è proprio la stessa cosa ma quasi) e dei commenti che vi si leggono.

Il prototipo di un social network

Il punto di partenza tipico è l’idea (e a leggere i commenti del post che scrivevo anni fa, si ha una stima di quanti siano quelli che pensano di avere quella giusta).

Bene. Cominciamo col dire che l’idea, da sola, non vale … niente, parafrasando un investitore istituzionale conosciuto a Smau. Non vale niente, nemmeno quando è buona, se è questo il dubbio che vi frullava per la testa.

Quello che serve è la determinazione nel portarla avanti nonostante le difficoltà e le verifiche sul campo. Ed infatti, gli investitori vogliono essere convinti innanzitutto dal team e, in secondo luogo, vogliono vedere che risultati avete ottenuto nelle prime 2 fasi.

SMAU 2015, noi ci siamo

Anche quest’anno a SMAU 2015 per aggiornarci, imparare, crescere. Il web corre veloce e non si può smettere di studiare.

Quello che è stato divertente è scoprire quanta Meetweb ci fosse: un nostro cliente premiato in plenaria, una start-up che sfrutta le API del nostro car-sharing, un terzo cliente che realizza sistemi gestionali per i più importanti aeroporti italiani. Beh, bella soddisfazione!

Comunicare le priorità – la tua nuova homepage, il tuo nuovo sito web

Ho più volte detto della necessità di decidere quali sono le priorità da comunicare. Suggerivo già parecchio tempo fa 10 criteri per realizzare un buon sito web. Più recentemente, richiamavo gli stessi concetti dal punto di vista delle 30 cose da chiedere ad una web agency. Facevo, infine, un parallelo tra mondo reale e mondo virtuale nel caso di Ikea.

Torno ora a parlare dell’argomento facendo il caso di Leroy Merlin (in figura). Ecco come appare la homepage di Leroy Merlin mentre scrivo.

Cos’è la matrice clienti/contenuti e come usarla per il web

Nella realizzazione di un nuovo sito web, l’attenzione del manager o dell’imprenditore che lo commissiona dovrebbe concentrarsi su 3 cose: 1. conoscere i propri clienti; 2. definire cosa dire loro; 3. scegliere le priorità. Per il resto, paga l’agenzia.

Nel precedente post ho fatto qualche esempio concreto di cosa significhi conoscere i propri clienti. Qui vorrei concentrarmi sulla definizione di cosa dire ai clienti stessi.

La matrice clienti/contenuti

Quando parliamo di matrice clienti/contenuti ci riferiamo ad una matrice molto semplice, praticamente una tabella (in figura). Come utilizzarla?

Cosa conta (e cosa no) nel tuo nuovo sito web

Sei un manager e stai ragionando sull’opportunità di realizzare un nuovo sito web per la tua azienda? Quali sono gli aspetti su cui vale la pena focalizzarsi? Quali invece quelli che si può dare per scontato?

Le priorità su cui concentrarti per realizzare il tuo nuovo sito web sono 3:

  1. conoscere i tuoi clienti (ne parliamo in questo post);
  2. definire i contenuti da rappresentare (con la matrice clienti/contenuti);
  3. scegliere le priorità (ecco come).

Quando realizzare il nuovo sito web?

Dopo quanto tempo è necessario rifare il sito web (dell’azienda, dell’organizzazione, personale)? Proviamo a costruire un criterio condivisibile e partiamo dal chiederci cosa è accaduto negli ultimi anni. In figura abbiamo rappresentato una sintesi (forse un po’ eccessiva) degli eventi che vanno dal 2000 ad oggi.

Quanto budget dedicare ai progetti web?

Di recente girava nei social network un’immagine che, in sintesi, rispondeva alla domanda: quanto budget dedicare ai progetti web?

fonte: http://stopdoingdumbthingstocustomers.com/tag/client-brief-client-budget/

In pratica, dipende dagli obiettivi! Di creatività, differenziazione dalla concorrenza, posizionamento nei confronti dei clienti e, in generale, di comunicazione!

Come incrementare il fatturato del tuo e-commerce?

Quando si parla di commercio elettronico, le variabili che condizionano il fatturato sono molteplici. Fortunatamente, molte sono misurabili. Questa è forse una delle differenze più rilevanti tra il commercio elettronico e quello offline.

Una delle rappresentazioni più valide e semplici a riguardo è stata elaborata dal Politecnico di Milano (Osservatorio e-Commerce) e presentata in più occasioni in convegni pubblici. Eccola in figura.

Spieghiamo in maniera semplice i singoli elementi della figura, le misure rilevabili online e le azioni che è possibile intraprendere per vendere di più.

(dedicato agli imprenditori, loro consiglieri e IT manager alle prese con lo store aziendale).