Microformats, metadati di ultima generazione
Nel post precendente abbiamo introdotto l'argomento metadati, ci proponiamo adesso di indagarne le più recenti evoluzioni.
Una nuova frontiera del web semantico - e che promette interessanti sviluppi anche per le operazioni di SEO - è costituita da una nuova tipologia di metadati, i microformat, ossia mark up (marcatori) che consentono di riportare determinati tipi di contenuti all’interno di una pagina HTML in modo da renderli più facilmente interpretabili da un browser.
Attualmente i microformat più diffusi online sono:
- hCard, che permette di rappresentare persone, aziende, organizzazioni e luoghi
- hCalendar, che può essere usato per gestire eventi
- hReview, usato per recensire prodotti, servizi ed altro
I microformat consentono di aggiungere “significato” ad una pagina web in termini molto pratici, facilitando così attività online di ogni tipo, dall’approfondimento dei temi più tecnici alla programmazione di eventi nel mondo reale - che sia la prenotazione di una camera di albergo o la gestione di un calendario personale. Tramite i microformat, mediante alcuni specifici programmi è infatti possibile estrarre i dati semantici presenti in una pagina web, ossia esaminarne i contenuti e utilizzare le informazioni in essa presenti.
Metadati: a cosa servono?
Con il termine metadati (o anche meta tag) definiamo le informazioni che, associate ad una pagina web o ad una porzione di essa, ne descrivono il contenuto specificandone il contesto di riferimento.
I metadati sono parte integrante del web semantico, termine coniato da Tim Berners-Lee e con il quale si fa riferimento alla possibilità di classificare i dati pubblicati sul web in maniera strutturata, in modo che la ricerca delle informazioni da parte degli utenti sia più efficace.
Sui metadati si basa anche il lavoro degli spider dei motori di ricerca: il loro compito consiste infatti nel dedurre metadati dalle pagine visitate e consentirne l’utilizzo da parte degli index software, i quali sulla base di tali informazioni provvedono all’indicizzazione delle pagine web.
I metadati dedotti dagli spider non sempre però rispecchiano l’effettivo contenuto delle pagine visitate: spesso accade infatti che tra i risultati di una ricerca spuntino anche riferimenti che non hanno quasi nessuna attinenza con le informazioni ricercate.
Per tale motivo è preferibile dotare le pagine web di metadati già strutturati, come suggerisce proprio Google nella sua guida per webmasters, così da indirizzare (per quanto possibile) il lavoro degli spider, operazione particolarmente utile in un’ottica di web marketing.
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